XXV Aprile

I miei genitori si sposarono il 25 aprile di 60 anni fa. Stasera, parlando al telefono con mamma, ho sentito nella sua voce la commozione per il ricordo di quel giorno lontano ed irripetibile.
Io sono nato in Passeggiata 25 aprile, una casetta al primo piano, dove ho vissuto un anno, abbellita da un cavalluccio di marmo che qualcuno aveva murato sotto la finestra. C'è ancora. Quando mi capita di passarci sotto per salire al Parco del San Michele mi soffermo a guardarla. Non so chi vi abiti adesso ma mi sembra di scorgere dietro il vetro il visetto di un bimbo moro e sorridente.
Nel mio piccolo " particulare " questi sono i legami che ho con quella data fatidica.
Ben altro e ben più importante è il significato di quella data per la Nazione, per tutti gli Italiani, per il cambiamento che portò e sussiste ancora, consacrato nei valori della Carta Costituzionale. La Liberazione dal Fascismo e dall'oppressore nazista.
Ho visto che oggi il Capo del Governo si è deciso, finalmente, a festeggiarla, ad esaltarne il valore. Emmenomale, meglio tardi che mai.
Oggi è stata una bella giornata ma pensando a tutta la pioggia che ha fatto ieri non sono andato in campagna. Mi sono alzato tardi, ho mangiato e poi nel pomeriggio, insieme a mia moglie, sono andato in centro a vedere la mostra sui Sabini allestita al Vittoriano.

Ne valeva veramente la pena, perché è davvero ben strutturata ed allestita e credo che sia la prima volta che importanti reperti dell'Area Sabina, alcuni dei quali scoperti solo di recente, vengono mostrati insieme.
Era gente tosta, quella Sabina, forse discendente dagli Spartani ma anche ricca ed amante del buon vivere. E certamente i ruvidi Romani capeggiati da quel mezzo bandito di Romolo si avvantaggiarono assai nel mescolare il loro sangue a quello Sabino.
Tra gli oggetti esposti uno che non avevo mai visto dal vivo, un "lituus" una sorta di bastone ricurvo, in ferro, che era il simbolo ed il principale strumento dell'aruspice, una specie di sacerdote delegato ad interpretare i presagi celesti ed il volo degli uccelli. In effetti sembra che la fama degli aruspici sabini fosse superiore a quella di quelli romani e persino di quelli etruschi.
Bella mostra, completata da opere d'arte che nei secoli hanno illustrato uno dei miti più famosi del mondo , il Ratto delle Sabine.
Merito della Provincia di Rieti che ha fortemente voluto questo evento. Merito degli organizzatori tra cui Giovanna Alvino, che conosco bene perché prima di diventare responsabile della zona sabina della soprintendenza archeologica del Lazio ha svolto la sua funzione nella zona di Tivoli, Guidonia e Mentana.
Poi siamo saliti sulle terrazze del monumento a Vittorio Emanuele II, usando l'ascensore che è stato installato di recente. E anche qui, ne valeva la pena. Né io né mia moglie c'eravamo mai saliti lassù. Io da allievo ufficiale avevo fatto la guardia all'Altare della Patria, che però è di sotto, in cima alla scalinata. Dalle terrazze delle quadrighe si gode una vista stupenda su tutta la città ed i sui monumenti. I fori imperiali, il Palatino, il Campidoglio, il Colosseo, il Teatro di Marcello, gli archi di Trionfo, le colonne Traiana ed Antonina, San Pietro, il Pantheon, villa Borghese, piazza del Popolo, i Lungotevere. Non ti stancheresti mai di guardare.
E non solo, lo sguardo corre lontano, per km e km. Ad est il monte Lucretile con davanti i monti Cornicolani tra cui il mio paese natio, Montecelio e poi a destra Tivoli ed i Castelli e poi l'Eur col suo Colosseo quadrato e poi il Gianicolo, Monte Mario e in lontananza il Soratte, i monti della Sabina, i monti della Laga.
Metre scattavo alcune foto un gabbiano è venuto ad appolaiarsi sul parapetto, proprio davanti a me. Pareva mi dicesse " embeh, fotografami, no?"
In basso, attorno al Monumento una folla serena e festosa dovunque, da Piazza Venezia al Corso, a via dei Fori imperiali.
E' stata una giornata serena. E forse è stata anche la prima volta che il 25 aprile viene visto come la Festa di tutti, vincitori e vinti. Finalmente tutti " liberati" dai fantasmi e dai rancori del passato.
Io l'ho vissuta così e spero che sia vero.
