sabato 31 gennaio 2009

Right or Wrong, My Country!


(ve la racconto io, Guidonia)



Questa ultima decade di gennaio è stata davvero micidiale per la nostra Comunità. Giovedì notte lo stupro bestiale di una ragazza, che ci ha reso tristemente famosi. Venerdì mattina le dimissioni del Sindaco, la caduta dell'Amministrazione comunale, per motivi che non c'entrano con l'evento ma comunque...una brutta cosa.


Poi altri eventi: la gente che cerca di linciare i responsabili dello stupro, le bombe ai negozi rumeni, la Città che viene presentata in preda al disordine ed al razzismo.


Non è così.


A Guidonia c'è una grande presenza di stranieri. I Rumeni sono i più numerosi ma ci sono, da anni, molti africani, russi, polacchi, peruviani, cinesi. Nel 2002 contammo 101 nazionalità diverse sul territorio. Da poco, come è noto, lo status dei Rumeni è cambiato: non sono più extracomunitari ma sono Cittadini Europei, come noi.


Il Comune di Guidonia Montecelio è recente, nacque nel 1937 ad opera del Fascismo che prima aveva fondato Guidonia nel territorio di Montecelio ( il mio paese ) e poi ampliò questo territorio a spese dei comuni di Tivoli ( 2000 ettari) e Roma ( 3000 ettari). Nel 1937 la popolazione, compresi gli abitanti di Tivoli e Roma insediati in questi territori era di appena 6100 persone.


Adesso Guidonia Montecelio è per estensione il secondo comune del Lazio dopo Roma e per popolazione il terzo, dopo Roma e Latina, con 15 centri abitati tra grossi e piccoli e quasi 300 km di strade urbane. Siamo 81.500 residenti più una popolazione non iscritta all'anagrafe ( di stranieri ma anche di italiani che per motivi loro non si sono iscritti ) cui è difficile dare visibilità statistica ma che  può oscillare tra le 6000 e le 10000 persone. La popolazione aumenta di 1500 unità 'anno e tra pochi anni supereremo anche Latina, che cresce assai meno.


I motivi di questa crescita sono molteplici: la vicinanza con Roma, la disponibilità di aree ove si è potuto edificare a costi relativamente bassi ( all'inizio quasi sempre abusivamente), la presenza di grandi via di comunicazione da e per la Capitale: Nomentana, Palombarese, Tiburtina, Autostrade, Ferrovia, la presenza sul territorio di aziende che fino ad un certo punto hanno assorbito lavoratori in quantità: Aeroporto, Cementerie, Cave, Pirelli, Industrie farmaceutiche, Industrie di armi, edilizia.


A parte noi indigeni Monticellesi ( che adesso siamo circa il 3% della popolazione ) la gente è venuta qui all'inizio da molte Regioni d'Italia, dall'entroterra Reatino ed Abruzzese, dalla Puglia, dal Veneto, moltissimi dalla Sicilia e dalla Calabria. Alcuni Guidoniani vennero trasferiti qui da Roma nel momento in cui il Fascismo demolì la Spina di Borgo per fare via della Conciliazione e le abitazioni intorno al Campidoglio, per isolare il Colle Capitolino, liberare i Fori e costruire la Via dell'Impero ( adesso via dei Fori Imperiali).


In epoca più recente sono stati molti i romani a lasciare il Centro storico e venire qui, in cerca di una abitazione più grande in un posto più a misura d'uomo.


Specialmente all'inizio quasi tutte queste famiglie hanno sofferto. Hanno sofferto la fatica di vivere, di ambientarsi in un posto nuovo, la difficoltà di trovare un lavoro e di farsi una casa, hanno sofferto la insufficienza dei servizi, la mescolanza di dialetti e tradizioni diverse. Eppure hanno vissuto, in pace, hanno cresciuto i figli, quasi sempre hanno migliorato le loro condizioni ed adesso siamo ormai, in molti casi, alla quarta generazione.


Hanno fatto, in sostanza, né più né meno di quello che faticosamente sta facendo la maggioranza di questi poveri cristi che la caduta del Muro di Berlino ci ha scodellato qui da vent'anni a questa parte.


Negli anni Guidonia Montecelio ha sempre accolto serenamente tutti e non c'è mai stato razzismo qui. Come non c'è, ancora adesso e questo mi preme affermare, non per carità di patria ma perché conosco la mia gente. Che non sono gli scalmanati che si sono visti in tv e nemmeno quegli imbecilli che hanno incendiato la macelleria rumena. Quelli li conoscono tutti, si sa bene perché erano lì, quali vantaggi speravano di trarne davanti alle tv ma...non sono la mia gente.


Segue.....



Beh, eccomi qui. Cerco di concludere e sarò breve, visto che oggi mi ha cercato un giornalista del settimanale del tg5 " Terra" a cui ho rilasciato una lunga intervista, che andrà in onda giovedì prossimo alle 23.30.


Se non la tagliano credo di aver illustrato le cose di cui sopra ed anche altre, che sintetizzerò qui.


Noi non siamo un comune incivile e non siamo nemmeno la landa desolata che si è vista in tv. Certo, migliorare è sempre possibile e si deve, ci mancherebbe. Eppure nonostante la crescita tumultuosa e la necessità sempre crescente di servizi che ne è conseguita non siamo mai stati con le mani in mano. Abbiamo decine e decine di edifici scolastici costruiti negli ultimi 25 anni e nessuno di questi è un edificio precariamente adattato a scuola. Abbiamo 5 campi di calcio e poi impianti bocciofili per gli anziani e campi polivalenti. Abbiamo due teatri, cinque biblioteche, il CILO-Centro Sociale, uno dei primi del Lazio, dove si sono formati giovani che hanno vinto premi per la cinematografia a Venezia e premi per la canzone a Sanremo. Diversamente dalla maggioranza degli altri Comuni noi abbiamo ben due Centri storici. Il primo, Montecelio ( l'antica Corniculum dei Latini) era già antico quando Romolo fondò Roma. Ne parla la tradizione storica classica, da Tito Livio a Dionigi di Alicarnasso e Corniculum diede a Roma forse il più saggio dei 7 re, Servio Tullio. Abbiamo dato un papa alla Chiesa, Vittore IV, anche se poi fu declassato ad antipapa e costretto ad abdicare. Montecelio fu residenza preferita dei sui feudatari Cesi che vi costruirono un palazzo tuttora esistente e specialmente di Federico Cesi, fondatore dell'Accademia dei Lincei. Di Montecelio era l'abate Rusconi passato alla storia della geologia per aver scoperto l'origine dei tufi del Lazio e poi Rodolfo Lanciani, uno dei più grandi archeologi italiani, conosciuto in tutto il mondo ed era nato a Montecelio Lorenzo Meucci, scienziato e Magnifico Rettore della Sapienza alla fine dell'800.


E poi Guidonia, piccolo capolavoro architettonico del razionalismo italiano, nata esclusivamente per fini scientifici. Guidonia, la Cape Canaveral degli anni 30, dove si studiava il volo supersonico a Mach 2 quando la velocità pratica degli aerei non superava ancora i 300 km orari. Guidonia, la Città della prima traversata atlantica Europa- Brasile, dei records d'altezza strepitosi di Enrico Pezzi, dei Sorci Verdi, della prima compagnia aerea intercontinentale tra l'Italia e il Sud America. Guidonia di Ferri e Crocco he fecero grande l'aviazione americana appena dopo la guerra, proprio grazie agli studi compiuti qui, nel Centro Studi ed Esperienze dell'Aeroporto. Guidonia la Città dell'Aria gemellata con Cape Canaveral. Guidonia che riceve l'omaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale ogni volta che passa di qui. Guidonia che quando venne in Italia l'intero equipaggio dello Shuttle, capitanato da Eileen Collins, sentì il dovere di venire prima da noi e il giorno dopo da Prodi e dal Papa.


Nel Sociale abbiamo ben undici centri sociali per gli anziani, on oltre 4000 iscritti, siamo Ente Capofila di tutto il Distretto Socio sanitario RMG2 che si estende da Roma al confine con Rieti. Abbiamo una Consulta Sociale, la Consulta delle donne, un Centro per la Famiglia ed un Centro antiviolenza e poi un Centro immigrati gestito dalla Provincia.


Abbiamo il servizio di Assistenza domiciliare per i disabili, per gli anziani, per le famiglie. E ancora: in tutte le scuole abbiamo un servizio di pre-post scuola gratuito per chiunque se ne voglia avvalere ( e serve, accidenti se serve) che funziona benissimo. Abbiamo nelle scuole un esercito di oltre 80 Assistenti Educativi Comunali, tra specialisti e di base, abbiamo il servizio di trasporto scolastico anche per distanze minori di quelle che prevede la legge, sia per gli alunni autosufficienti che per quelli diversamente abili, in certi casi persino fuori comune. Per i portatori di handicap poi abbiamo, da tanti anni un servizio che li segue e li aiuta anche nel tempo libero, con il nuoto, l'ippoterapia, la musica e tanti altri tipi di sport ed attività, a seconda delle differenze e delle possibilità. E ogni giorno, nelle mense scolastiche mangiano oltre 3000 alunni, tutti quelli che ne hanno fatto richiesta e quelli con minori possibilità economiche sono esenti, in tutto od in parte, dal ticket. E poi una rete, davvero capillare di solidarietà, con Associazioni dedite al volontariato ed all'assistenza in ogni frazione, che sono di validissimo supporto all'attività dei Servizi Sociali.


E potrei continuare ancora ma qui mi fermo perché non voglio davvero dire che la nostra società sia " il migliore dei mondi possibili", no. Abbiamo dei problemi, come credo tutti i comuni italiani le cui entrate sono diminuite nel mentre aumentavano ( anche giustamente, credo) le loro competenze ed i lori doveri verso i cittadini. E subiamo la vicinanzxa con Roma, questo gigante che da anni attua la politica di scaricare verso la periferia i propri problemi sociali.


Quando la popolazione di Guidonia Montecelio era di 50.000 abitanti i dipendenti comunali eravamo 650. Adesso con 81.500 residenti i dipendenti comunali siamo meno della metà. E' ovvio che qualche problema ce l'abbiamo, specialmente con il decentramento dei servizi, considerato che alcuni centri abitati distano anche 20 km dal Capoluogo.


Ma Guidonia Montecelio è un comune civile, questo sì, mi sento di rivendicarlo.


Il disagio che c'è adesso, questa cosa realmente pesante che qualcuno forse vorrebbe far diventare razzismo deriva a mio avviso da 3 problemi, seri:


il primo è quello della sicurezza. Ci sono continui furti, nelle case, nelle proprietà, nei negozi. Spesso i responsabili sono stranieri, non si può negare.


Il secondo è il problema della casa. C'è un'emergenza alloggiativa, specialmente nel mercato degli affitti, che sono quasi a livello romano. Oggi per una famiglia di reddito medio basso che deve lasciare un appartamento in fitto, preso ad equo canone anni prima, è praticamente impossibile trovarne un altro della stessa metratura ad un prezzo ragionevole. Ed è un dramma. In questo lo straniero è visto come concorrenziale ed in un certo senso corresponsabile. Spesso nello stesso appartamento ci abitano 2, a volte 3 famiglie di immigrati e paradossalmente, pur nella loro povertà, tutti insieme riescono a pagare anche mille euro al mese. E' pur vero che per i cittadini residenti ci sono provvedimenti pubblici di sostegno come il contributo alloggiativo regionale e quello comunale ma insomma questo in certi strati della popolazione ingenera rancore.


Infine c'è la concorrenza nel lavoro. Vero è che gli stranieri accettano solitamente di fare lavori ingrati, non molto ambiti dai cittadini. Ma è indubitabile che un manovale italiano o una donna delle pulizie o una badante adesso ha meno possibilità di una volta di trovare lavoro, specialmente da alcuni anni a questa parte che una forte crisi occupazionale ha colpito un po' tutto il quadrante a nordest di Roma, che le industrie della Tiburtina Valley non assorbono più forza lavoro e così le Cave, la Pirelli, l'Unicem, l'Aeroporto ecc.


Così, pur non essendoci razzismo esiste di sicuro un disagio, per la prima volta, dopo 70 anni che Guidonia Montecelio esiste come Comune.


Come si risolve?


Per la sicurezza io dico: con le regole, chiare ed uguali, per tutti. Chi delinque va preso, processato e se colpevole punito, a prescindere dalla nazionalità, dalla lingua parlata, dal colore della pelle, dalla religione professata. E ovviamente con la integrazione, non con la separazione. Che è fallita dappertutto, dall'America al Sud Africa. A scuola con mia figlia ci sono 2 ragazze rumene ed una cinese. Non hanno nessun problema, studiano si divertono, escon la sera, insieme, frequentano le rispettive case, non hanno paura e se si confrontano lo fanno sui sentimenti, sui problemi dell'adolescenza, mai sulla "razza".


Infine c'è il numero. Sono ormai tanti, almeno qui. Ed almeno in questa difficile fase di congiuntura economica negativa non trovano risorse per vivere. Non trovano lavoro per tutti e se lo trovano vengono sfruttati, non trovano casa per tutti, non trovano da mangiare. E siccome da umani hanno innato l'istinto di sopravvivenza, rubano. Bisogna che qualcuno prenda atto, anche a livello europeo che è necessario che l'immigrazione venga frenata, rallentata, per quanto è possibile. Altrimenti diventerà un'invasione,  la preoccupazione diventerà paura, la paura terrore ed odio, ci saranno problemi, davvero grossi, di ordine pubblico. Questo è il problema di maggiore spessore. E' difficile risolverlo ma sta lì, grosso come una montagna. Aiutare lo sviluppo dei rispettivi paesi forse è l'unica soluzione.


Se non ci fosse stato il Piano Marshall dopo la guerra forse anche noi saremmo, ancora un popolo di emigranti. E faticheremmo anche noi, al pari di questi a vivere dignitosamente da emigrati. Mio nonno andò in America nel 14 e tornò nel 19. In quei 5 anni di lavoro in miniera, nelle fabbriche di armi, sui grattacieli, aiutò il padre, fece la dote alle sorelle e tornò con quel tanto che gli serviva per sitemarsi. Parlava con affetto e gratitudine dell'America.


Eppure 60 anni dopo, io che ci ero andato per diletto mi sono sentito dire in un bar di Manhattan " ah, italiano? Mafia!"...eravamo tutti mafiosi, noi, allora?


                                              riflettiamoci



martedì 27 gennaio 2009

RAZZA: UMANA



Questo è un teschio di Homo sapiens sapiens ed è questa la razza umana che oggi, nel bene e nel male popola e domina la terra. Non ve ne sono altre. E' incerto se l'homo sapiens sapiens sterminò l'uomo di Neandertal che popolava l'Europa prima di lui. Non ci sono prove e comunque c'è ancora tanto da studiare. Una cosa è certa: questo teschio potrebbe essere coperto di pelle nera, bianca, rossa, gialla o di mille altre sfumature. Ma...siamo noi, è la nostra razza, non ce ne sono altre.


http://it.youtube.com/watch?v=AMvd6X-X9rQ


lunedì 19 gennaio 2009


Ho bisogno di silenzio
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorientate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno ?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

Mareluna


http://it.youtube.com/watch?v=HQZWzfgq9vQ&feature=related



lunedì 12 gennaio 2009

 


Anno nuovo...


 



Ho trascorso il Capodanno a Lisbona. Pochi giorni, dal 30 dicembre al 2 gennaio ma mi è piaciuta molto benché ha piovuto, tutto il tempo.


Una città bella, pulita, civile, che reca le tracce della passata grandezza e ne conserva l'orgoglio. Sì, mi è piaciuta assai, spero di tornarci ancora.


Speravo che il 2008 si fosse lasciato indietro il periodo degli addii invece non è stato così, in questi giorni è morto un anziano zio di mia moglie e giovedì è morta Elena.


Elena era la moglie di uno dei miei amici più cari ed era bella, simpatica, amante della danza e del teatro. Non dimostrava nemmeno lontanamente i suoi 48 anni, che comunque sono pochi, troppo pochi per andarsene così, all'improvviso. E' stata una morte straziante. Ma tant'è, non ci si può fare niente se non ricordare la sua bellezza esteriore ed interiore e stare vicini alle persone che ha lasciato.


Tra i regali di Natale ho ricevuto un libro ponderoso che sto leggendo un po' allla volta anche se non vorrei averlo mai cominciato. Si tratta de " Le Benevole " scritto in francese da un americano molto bravo e documentato: Johnatan Littel.


Il titolo non inganni. Benevole è la traduzione italiana ( in francese Bienveillantes ) del greco "Eumenides" che erano le furie che attanagliavano ( lo fanno ancora ) la coscienza di chi ha compiuto grandi crimini. E' per questo che ho messo l'immagine sopra.


E sono terribili così come è terribile questo cavolo di libro che sto leggendo. E' la storia dell'Olocausto perpetrato dai nazisti ai danni degli Ebrei e non solo, raccontata senza alcun pentimento e con dovizia di particolari a volte pedante da Maximilian Aue un ufficiale delle SS, che, peraltro, dopo la fine del Reich riesce a scampare alla guerra, ai processi ed a rifarsi una vita in incognito.


Passo dopo passo Littel ripercorre la guerra, le conquiste dell'esercito tedesco e poi, al suo seguito, l'immancabile arrivo delle SS che si occupano del repulisti di chi poteva essere un pericolo per il Reich o sempolicemente di chi era...diverso. Certamente è un'opera assai ambiziosa, come per dire " adesso ve lo racconto io cosa è accaduto". Un immenso affresco, colmo di dolore ma non di pentimento. Solo problemi tecnici, di come fosse difficile ammazzare e far sparire sotto la terra milioni di esseri umani, di come fosse troppo lento e costoso fucilarli, in quale modo farne stare il più possiblie nelle fosse comuni, in quale modo evitare le ricadute psicologiche sui carnefici macellai.


" non dovete cedere alla tentazione di sentirvi umani " questa era la raccomandazione, autentica, che veniva loro impartita.


Poi la disfatta in Russia, il tracollo del Reich, la distruzione di Berlino e del folle sogno nazista.


Il libro non l'ho ancora finito ma so che lo finirò, non posso staccarmene. Serve ancora leggere un libro così? Forse a me no, forse potrei farne a meno, considerata l'età e la formazione che ho. Ma in generale, credo di sì, serve. Almeno fino a quando nel mondo ci saranno persone convinte che per risolvere i problemi...ci vuole la guerra. E ce ne sono, hai voglia se ce ne sono, ancora.



Stasera sono andato ad un concerto di beneficienza, organizzato per raccogliere fondi a favore di una bambina che sarà operata entro il mese a N.Y.C. con la speranza che questo le dia l'uso delle gambe. Il concerto è andato  bene, intanto perché è stato bello, un concerto di jazz della Lip Big Band con la partecipazione di uno straordinario jazzista americano, Michael Rosen. Poi perché sono state raccolte diverse migliaia di euro che serviranno per il viaggio, l'operazione e la successiva riabilitazione di Cristina in America.


Se tutto va bene a primavera non fioriranno solo le piante ma anche questo giovane virgulto dal sorriso così tenero, Auguri Cristina.


WWW.AMICIDICRISTINA.ORG



Domattina mi hanno invitato alla Luiss, dove ci sarà un incontro con il Presidente Napolitano. Ho deciso di mollare il lavoro e di andarci, con la speranza di potergli stringere la mano. E' una persona che ammiro, equilibrata, precisa, seria. E' un difensore della Costituzione e se pure è consapevole che qualcosa del nostro sistema va cambiata o aggiurnata tuttavia sono sicuro che si opporrà con decisione a qualsiasi tentazione antidemocratica o personalistica. A domani, Presidente, con stima.

domenica 21 dicembre 2008

Dicamus bona verba: venit Natalis ad aras


Albio Tibullo


54/19 a.C.


venerdì 21 novembre 2008

varia et alia


piccola cronaca di casa mia




Oggi è stata una giornata stupenda anche se stasera pioviggina un po'. Allora nel pomeriggio ho dato forfait al lavoro e dopo aver pranzato con un'amica psicologa me ne sono andato in campagna. Lunedì sono ripresi i lavori, il forno è finito da tre settimane ed è bellissimo, non vedo l'ora di adoperarlo;) Per adesso ho fatto solo il collaudo del tiraggio mettendo dentro dei giornali, una cassetta della frutta e un po' di palma d'olivo. Tira che è una meraviglia, non esce un filo di fumo e scalda che scalda, altroché. E' stato un fuoco di pochi minuti, di più non si poteva fare ma abbastanza per superare la prova. Tra una settimana lo accenderò di nuovo, ancora moderatamente. Poi prima di Natale dovrà cominciare a restituirmi in soddisfazioni tutti i soldi che mi è costato.



Natale...credo che ormai tutti abbiano capito che non sarà un Natale sereno, con la crisi che c'è. La cosa curiosa è che in genere quando c'è la crisi economica si è costretti a tirare la cinghia, a stare attenti ai consumi, a risparmiare. Invece sembra che in questo mondo globalizzato per uscire dalla crisi bisogna sostenere i consumi. Già ma come, a credito?Speriamo che il Governo dopo aver graziosamente abbuonato miliardi ai compratori di Alitalia si ricordi anche di tutte le famiglie che arrancano per tirare avanti e che probabilmente su un aereo non ci salgono mai.



Oggi c'è stata l'Assemblea dei Sindaci del Distretto socio sanitario di cui il mio Comune è capofila ed io  il responsabile ( con il validissimo aiuto del mio vice altrimenti non ce la farei ). E' andata bene perché hanno approvato sia l'andamento gestionale sia il nuovo Piano di Zona del Sociale. Uno degli Amministratori ( peraltro di un comune di centro destra mentre il mio è di centro sinistra ) ha detto che siamo considerati il miglior Distretto della Provincia, al che io ho pensato " marò, come saranno gli altri? " Inoltre mi hanno autorizzato ad assumere tre impiegati per rimpiazzare una dimissionaria e due a cui è scaduto il contratto e non posso riassumere perché la legge 133 mi vieta di prorogare assunzioni oltre i tre anni. Come dire " arrivederci e grazie, lo so che in tre anni sei diventata brava e saresti utilissima ma...vita mea mors tua, se ti assumo poi pago io -personalmente- e questo non me lo posso permettere".


E' andata anche male perché comunque si è dovuto prendere atto che i soldi sono sempre di meno ed i servizi sono sempre più costosi e quindi...meno soldi meno servizi ché senza soldi non si canta nemmeno la messa. Ho sentito ai TG che oggi l'ANCI, l'Associazione dei Comuni italiani, ha minacciato di non approvare i bilanci di previsione. E te credo, ancora stiamo aspettando il rimborso del mancato incasso dell'ICI sulle prime case. In più la Regione Lazio sta cercando di rientrare da un buco di 11 mld. Da un lato quindi ha istituito tickets su farmaci e prestazioni e sta chiudendo ospedali, dall'altro eroga i fondi ai comuni col contagocce, con ritardi anche di due anni ed i Servizi sociali si reggono principalmente coi fondi regionali...



Il  2009 sarà un anno assai difficile, avremo richieste di aiuto di ogni genere, dai semplici sussidi alla emergenza abitativa, agli sfratti. Aumenteranno i casi di abbandono scolastico e le crisi familiari dato che quando mancano i soldi ci si arrabbia di più, si perde la serenità e la forza di coesione. E' difficile non farsi coinvolgere emotivamente da tanti problemi. Hai voglia a dire " è solo lavoro " tanto lo sai che te lo porti anche dentro ed a casa.



Martedì abbiamo seppellito anche zio Nello. Al mattino ero di umor nero, mi era venuta una tristezza infinita, sull'onda dei ricordi. Però durante la funzione ascoltare le parole di don Antonio mi ha fatto veramente bene. Ha parlato con semplicità e con l'affetto che gli derivava dalla sua personale amicizia con zio. Lo ha preso anche un po' in giro scherzando sulla cura maniacale con cui aveva parcheggiato la macchina, due anni fa, sentendo di non essere più in condizioni di guidare. E' stato un bel discorso che ha aiutato tutti noi ad elaborare quello che nonostante gli 85 anni di zio è stato pur sempre un grave lutto. Finito il funerale sono andato a salutarlo in sacrestia. Mi ha detto " dovevo venire a trovarti per ringraziarti di quella cosa..." ed io " guarda che io sto qui per ringraziare te, amico mio ".


Al cimitero, poi,  prima di salutarci c'è stato anche modo di scherzare un po' sul fatto che in quella zona vicino alla chiesa si è ricreato il vicinato di una volta e che in fondo nella tomba ipogea dei bisnonni  abbiamo più posti di quanti siamo rimasti in vita. Che culo, neh! Direi però che per quest'anno dovrebbero essere finiti i funerali. Basta, abbiamo già dato!  I primi di gennaio invece nascerà un pronipote di zio. E' così che funziona, le foglie vecchie lasciano il posto alle nuove, lo diceva anche il Poeta : 



" οἵη περ φύλλων γενεὴ τοίη δὲ καὶ ἀνδρῶν. φύλλα τὰ μέν τ᾽ ἄνεμος χαμάδις χέει, ἄλλα δέ θ᾽ ὕλη τηλεθόωσα φύει, ἔαρος δ᾽ ἐπιγίγνεται ὥρη "


Omero Il. VI, 146.


"Come è la stirpe delle foglie, così è anche quella degli uomini. Le foglie, alcune il vento ne versa a terra, altre il bosco in rigoglio ne genera, quando giunge la stagione della primavera: così una stirpe di uomini nasce, un'altra s'estingue"




http://it.youtube.com/watch?v=CXHuwuwvjgM&feature=related


domenica 16 novembre 2008

Mannaggia a te!




Me lo ha detto stamane Nicolae che ti ha trovato morto sulla camionabile. Io ce lo sapevo che sarebbe successo. Sempre in giro, sempre a cercare nuove femmine o semplicemente per curiosità. Mannaggia a te, Costantino.


A quanto pare questo è l'anno degli addii, già. Ed allora addio anche a te, mio piccolo inaffidabile amico che non davi mai retta, che hai sempre fatto come ti pare, nella tua breve vita. Libera.


Mi mancherai, lo sai bene. Io non volevo affezionarmi a te ma è successo, accidenti e da oggi in poi mi mancherai. Ci sono i tuoi figli, in giro. Oggi è venuto Giorgio il rosso, il più ruffiano di tutti, così diverso da te. Ha girato per casa, ha annusato il camino, mi si è strusciato tra le gambe. Ma non è come te, non ti somiglia. L'ho cacciato via ma tornerà.




Ciao, gattaccio



FIDDLER JONES



The earth keeps some vibration going
There in your heart, and that is you.
And if the people find you can fiddle,
Why, fiddle you must, for all your life.
What do you see, a harvest of clover?
Or a meadow to walk through to the river?
The wind's in the corn; you rub your hands
For beeves hereafter ready for market;
Or else you hear the rustle of skirts.
Like the girls when dancing at Little Grove.
To Cooney Potter a pillar of dust
Or whirling leaves meant ruinous drouth;
They looked to me like Red-Head Sammy
Stepping it off, to Toor-a-Loor.
How could I till my forty acres
not to speak of getting more,
With a medley of horns, bassoons and piccolos
Stirred in my brain by crows and robins
And the creak of a wind-mill - only these?
And I never started to plow in my life
That some one did not stop in the road
And take me away to a dance or picnic.
I ended up with forty acres;
I ended up with a broken fiddle -
And a broken laugh, and a thousand memories,
And not a single regret.



La terra alimenta un fremito continuo 
nel tuo cuore, e quello sei tu. 
E se la gente vede che sai suonare, 
be', ti tocca suonare, per tutta la vita. 
Che vedi, una messe di trifoglio? 
O un prato tra te e il fiume? 
C'è vento nel granturco: ti freghi le mani 
per i manzi già pronti per il mercato; 
o ti giunge un fruscio di sottane 
come a Little Grove quando ballano le ragazze. 
Per Cooney Potter una colonna di polvere 
o un turbinio di foglie significavano rovinosa siccità; 
a me sembrava di vedere Red-Head Sammy 
quando ballava Toor-a-Loor da par suo. 
Come fare a coltivare i miei quaranta acri, 
non parliamo di aumentarli, 
con la ridda di corni, fagotti e ottavini 
che cornacchie e pettirossi mi agitavano in capo, 
e il cigolio d'un mulino a vento-vi par poco? 
Mai misi mano all'aratro in vita mia 
senza che ci si mettesse di mezzo qualcuno 
e mi trascinasse via a un ballo o a un picnic. 
Finii coi miei quaranta acri;
finii col mio violino sgangherato-
e una risata rauca, e mille ricordi, 
e neppure un rimpianto.


E.L.Masters


http://it.youtube.com/watch?v=_dpl9x4vUZQ


In ricordo di Anna P.




L’ho appreso stamane, leggendo il giornale. Non volevo crederci ma c’era la foto, eri proprio tu, Anna. Così te ne sei andata, la più bella e simpatica della classe. Dopo il liceo non ti avevo più vista, per trent’anni. Poi quel giorno in chiesa per caso, ho sentito  una voce inconfondibile. Mi sono girato ed eri tu. Da bella ragazza ti eri fatta una bella signora ma avevi sempre quell’aria spavalda per la quale ti avevamo soprannominata Camilla, come la guerriera dell’Eneide. Abbiamo parlato un po’ di noi, di ciò che ci era capitato in trent’anni, dei figli, della vita. Ripromettendoci di rivederci, ogni tanto. Ma così non è stato. Però talvolta leggevo i tuoi articoli, sempre vivaci, spesso battaglieri. E pensavo sorridendo che sì, eri sempre la solita Camilla. Sul giornale c’era scritto che desideravi essere ricordata come una rompiscatole. E molti ti ricorderanno così. Io ricorderò il tuo viso bello ed intelligente ed il tuo spirito allegro e vivace.


Addio, Anna